Nel mio mestiere o arte scontrosa

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Archivi Categorie: televisione

Tutta la verità su #Brindisi e il #Terremoto, a quanto ho capito


Se ho ben capito,
A Brindisi – come ha spiegato su Rai 1 Carmen Russo - Servizi Segreti deviati di uno Stato anch’esso deviato per paura della Rete e del Movimento Cinque Stelle e più in generale del vento rivoluzionario per cui ad esempio in Francia ha vinto Hollande mentre in Germania ha perso la Merkel e in Italia ci stanno i NoTav, Leggi il resto dell’articolo

Senza di lui non avrei mai fatto “Vieni via con me”

Mi ricordo quando ancora Vieni via con me era solo un’idea nell’aria. Una frase entusiasta detta dopo la puntata speciale di Che tempo che fa in cui avevo parlato delle cose che mi piacciono. Gli ascolti erano andati bene, mi avevano spiegato, anche  se io non ne capivo molto. Era un mondo a me estraneo, dopotutto.
Mi ricordo quando passeggiando con lui a un certo punto mi fermai per dirgli “e se facessimo davvero la trasmissione? Eh? Che ne dici?”. Lui mi guardò con quegli occhi un po’ grandi e un po’ lucidi che aveva, quando tirava forte il vento: capivi che ti capiva, quando ti guardava con quegli occhi. Era bello. Mi corse incontro. Mi misi a correre a mia volta e gli dissi “dai, vieni via! Vieni via con me!”.
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Ready to rumble!

Nelle pagine in alto, accanto a La società dello spettacaaargh! dovreste leggere una cosa chiamata Montecitorio Wrestling Federation, che ho iniziato a scrivere per Scrittori Precari. È un’idea che covavo da un po’ di tempo a questa parte, quella di una sintesi tra kayfabe, così come è intesa nel wrestling, e società dello spettacolo, se non altro per dare un senso a tutto quel wrestling guardato negli anni Ottanta e fino a qualche anno fa (SÌ-EM PANC! SÌ-EM PANC! SÌ-EM PANC!… emh, scusate). Leggi il resto dell’articolo

Nonno Mario, ma shtamo a shcherzà?

Avvertenze: per una corretta fruizione del post si prega di leggere a voce alta con la mascella leggermente spostata in avanti, come per imitare una parlata  vagamente spoletina, o in alternativa il personaggio di Padre Maronno. Leggi il resto dell’articolo

La società del governo tecnicaaargh!


QUESTO POST LO SCRIVO TUTTO STAMPATELLO PERCHE’ TANTO ORMAI IL BERUSCONISMO E’ FINITO QUINDI SE SCRIVO COSI’ E MALE NON E’ PIU’ BERLUSCONISMO E’ UN’ALTRA COSA E VOI NON SAPETE COME SI CHIAMA GNE GNE GNE SCOMMETTO KE A VOI INTELLIGENTONI DA’ PURE FASTIDIO VEDERE TUTTI QUESTI APOSTROFI AL POSTO DEGLI ACCIENTI. POI NON POTETE NEANCHE DIRE CHE TROLLO PERCHE’ E’ IL MIO BLOG CIOE’ E’ DI WORDPRESS PERO’ LO USO IO FINCHE’ WORDPRESS NON DICE DI NO QUINDI STACCE CHE C’HO PURE I COMMENTI IN MODERAZIONE. Leggi il resto dell’articolo

Babbo, babbo, sono in tivù! (ermeneutica postmoderna /3)

Da Ricostruire la domanda di Luca Sofri. Sotto le citazioni la traduzione.

La puntata speciale di ieri sera di Agorà dedicata a Steve Jobs, in prima serata, ha fatto il 4,15 di share, dato molto basso: ieri sera solo una cosa su Retequattro ha fatto poco meno, e su Raitre nessuna prima serata aveva fatto così poco da settimane.

Dov’eravate, eh, eh? a guardare Formigli che intervistava Fini? FI-NI? Ve lo meritate Italo Bocchino, ve lo meritate!

Io sono stato ospite in collegamento da Milano per metà della serata, ma non attribuirei a questo il debole risultato, su cui ho invece un’idea. Leggi il resto dell’articolo

#Ballarò


Niente, siccome soffro molto guardando i programmi in tv, e siccome ho solo due pantofole alla volta da tirare, di solito sublimo lo scazzo da spettatore e lo spread sparando battute a raffica tramite l’account twitter.
Mi sa che inizio a postare l’elenco dei tweet migliori, scritti durante la visione delle trasmissioni tv. Ora possiamo cantare tutti Voglio trovare un senso / un senso a questo umorismo compulsivo / anche se questo umorismo compulsivo / un senso non ce l’haaaaaaaaaaaa.
ps
No, tranquilli, niente clippini. Leggi il resto dell’articolo

La benignità del male

Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono. Questa sconfinata regione, la regione del rusco, del boulot, del job, insomma del lavoro quotidiano, è meno nota dell’Antartide, e per un triste e misterioso fenomeno avviene che ne parlano di più, e con più clamore, proprio coloro che meno l’hanno percorsa. Per esaltare il lavoro, nelle cerimonie ufficiali viene mobilitata una retorica insidiosa, cinicamente fondata sulla considerazione che un elogio o una medaglia costano molto meno di un aumento di paga e rendono di più; però esiste anche una retorica di segno opposto, non cinica ma profondamente stupida, che tende a denigrarlo, a dipingerlo vile, come se del lavoro, proprio od altrui, si potesse fare a meno, non solo in Utopia ma oggi e qui: come se chi sa lavorare fosse per definizione un servo, e come se, per converso, chi lavorare non sa, o sa male, o non vuole, fosse per ciò stesso un uomo libero. È malinconicamente vero che molti lavori non sono amabili, ma è nocivo scendere in campo carichi di odio preconcetto: chi lo fa, si condanna per la vita a odiare non solo il lavoro, ma se stesso e il mondo.

Primo Levi, La chiave a stella Leggi il resto dell’articolo

Grillo vs Ferrara, io me la immagino così

Aprite bene le orecchie, perché oggi l'Elefante deve dire una cosa, e la deve dire ora…
Ehi, Grillo Parlante! Sì, dico a te! Qui a Radio Londra sono pronto quando vuoi a farti il culo! Fatti vedere, se hai il coraggio, senza i tuoi fan a proteggerti. Com’è che dici? “Ognuno vale uno”? Be’, io sono uno, e questo uno è pronto quando vuoi a dimostrarti che vali meno di zero! Nessuno esce vivo dalla mia Realpolitik, la tua Five Star impressiona solo quelle mezze calzette dei tuoi fan, io distruggo te e quel bamboccio di Calise, venite pure insieme, sarà un handicap match, ma lo svantaggio sarà il vostro, perché io lotto insieme a due palle così!
Sì Grillo Parlante, dico a te! Ho già triturato tutti quei falsi moralisti del roster di Repubblica, ho battuto il loro campione, Padre Saviano! Hanno visto tutti come l’ho ridotto a “In mutande ma vivi”, solo quei fighetti della Radical Cliq continuano a credere in lui… e ora tocca a te, Grillo Parlante, perché questo è il mio show e nel mio show c’è un solo microfono e una sola sedia, e anche se ce ne fossero due, il tuo culo qui non ha diritto di cittadinanza, perché io sono… L’ELEFANTEEEEE

Lukashenko, chi era costui?

Parafrasando il classico detto, fareste bombardare un’auto usata da quest’uomo?

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