Nel mio mestiere o arte scontrosa

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L’ignoranza è forza

Odiare il Grande Fratello

-Allora questo Goldstein c’è davvero?- disse.
-Sì, c’è davvero, ed è vivo. Dove sia, non lo so.
-E la cospirazione… l’organizzazione? È vera anch’essa? O è solo un’invenzione della Psicopolizia?
-No, è vera anch’essa. La chiamiamo la Fratellanza. Non saprete mai molto di più, sulla Fratellanza, oltre al fatto che essa esiste e che voi ne fate parte. Ma ne parleremo subito.- Guardò il suo orologio da polso. -Non è prudente, anche per i membri del Partito Interno, tenere spento il teleschermo per più d’una mezz’oretta. Non avreste dovuto venire insieme, e pertanto sarà necessario che partiate in tempi diversi. Voi, camerata- disse rivolto a Julia -partirete di qui per prima. Abbiamo appena una ventina di minuti a nostra disposizione. Capirete che debbo cominciare col rivolgervi alcune domande. Generalmente parlando, che cosa siete disposti a fare?
-Tutto ciò di cui siamo capaci- disse Winston.
O’ Brien s’era leggermente voltato, sulla sedia, così che ora si trovava a guardare proprio nella direzione di Winston. Parve quasi ignorare Julia, come se fosse sottinteso che Winston parlava anche per lei. Tenne per un istante le ciglia abbassate. Poi cominciò a muovere le sue domande con una voce bassa e quasi senza espressione, come se fossero cose d’ordinaria amministrazione, una specie di catechismo le cui risposte gli fossero già note in precedenza. Leggi il resto dell’articolo

Grande Fratello: la neolingua

-Come va il dizionario?- chiese Winston, alzando la voce, per superare il rumore.
-Va lento, ma va bene- disse Syme. -Sono agli affettivi. È un lavoro meraviglioso.
S’era come illuminato immediatamente, al solo accenno al Dizionario. Mise di lato la ciotola, prese il pezzo di pane con una mano e il cubo di formaggio con l’altra e si chinò sulla tavola, per non essere costretto a urlare.
-L’undicesima edizione è la definitiva- disse. -Stiamo dando alla lingua la sua forma finale… la forma che dovrà avere quando nessuna potrà parlare una lingua diversa. Quando avremo finito, la gente come te dovrà impararla di nuovo. Tu crederai che il lavoro consista nell’inventare nuove parole. Neanche per sogno! Noi distruggiamo le parole, invece. Dozzine, ma che dico? Centinaia di parole ogni giorno. Stiamo riducendo la lingua all’osso. L’undicesima edizione non conterrà nemmeno mezza parola che cadrà in disuso prima del 2050.
Cominciò a mordere avidamente il suo pezzo di pane, ne inghiottì un paio di bocconi, e poi ricominciò a parlare, col trasporto tipico dei pedanti. La sua faccia magra e scura prese ad animarsi, gli occhi smisero l’atteggiamento ironico e quasi si persero come nell’inseguimento d’un sogno. Leggi il resto dell’articolo

Cari grillini, l’uomo discende dalla scimmia o da Ambra Angiolini?

Cari grillini (o pentastellini),
vorrei condividere alcune osservazioni e alcune domande a commento di questo video:


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