Nel mio mestiere o arte scontrosa

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Nonno Mario, ma shtamo a shcherzà?

Avvertenze: per una corretta fruizione del post si prega di leggere a voce alta con la mascella leggermente spostata in avanti, come per imitare una parlata  vagamente spoletina, o in alternativa il personaggio di Padre Maronno. Leggi il resto dell’articolo

Napolitano dice che “è finita” (cit)

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dinanzi all’ulteriore aggravarsi della posizione italiana nei mercati finanziari, e alla luce dei molteplici contatti stabiliti nel corso della giornata, considera ormai improrogabile l’assunzione di decisioni efficaci nell’ambito della lettera di impegni indirizzata dal governo alle autorità europee. Il Presidente del Consiglio gli ha confermato il proprio intendimento di procedere in tal senso. Dal canto loro, diversi rappresentanti dei gruppi di opposizione gli hanno manifestato la disponibilità a prendersi le responsabilità necessarie in rapporto all’aggravarsi della crisi. Nell’attuale, così critico momento il paese può contare su un ampio arco di forze sociali e politiche consapevoli della necessità di una nuova prospettiva di larga condivisione delle scelte che l’Europa, l’opinione internazionale e gli operatori economici e finanziari si attendono con urgenza dall’Italia. Il Capo dello Stato ritiene suo dovere verificare le condizioni per il concretizzarsi di tale prospettiva.

Roma, 1° novembre 2011
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Grande Fratello: la neolingua

-Come va il dizionario?- chiese Winston, alzando la voce, per superare il rumore.
-Va lento, ma va bene- disse Syme. -Sono agli affettivi. È un lavoro meraviglioso.
S’era come illuminato immediatamente, al solo accenno al Dizionario. Mise di lato la ciotola, prese il pezzo di pane con una mano e il cubo di formaggio con l’altra e si chinò sulla tavola, per non essere costretto a urlare.
-L’undicesima edizione è la definitiva- disse. -Stiamo dando alla lingua la sua forma finale… la forma che dovrà avere quando nessuna potrà parlare una lingua diversa. Quando avremo finito, la gente come te dovrà impararla di nuovo. Tu crederai che il lavoro consista nell’inventare nuove parole. Neanche per sogno! Noi distruggiamo le parole, invece. Dozzine, ma che dico? Centinaia di parole ogni giorno. Stiamo riducendo la lingua all’osso. L’undicesima edizione non conterrà nemmeno mezza parola che cadrà in disuso prima del 2050.
Cominciò a mordere avidamente il suo pezzo di pane, ne inghiottì un paio di bocconi, e poi ricominciò a parlare, col trasporto tipico dei pedanti. La sua faccia magra e scura prese ad animarsi, gli occhi smisero l’atteggiamento ironico e quasi si persero come nell’inseguimento d’un sogno. Leggi il resto dell’articolo

Frenchi Ai Energi, pimpami Platone

Leggo questa intervista di Repubblica a Frankie Hi Nrg, di cui cito un passo. Lo cito perché è un esempio luminoso e ancestrale di didattica post-moderna, l’emblema di come un artista vero riesca con una semplice frase a toccare il cuore del problema. Il problema, in questo caso, è naturalmente lo stesso Frankie Hi Nrg:

Sì, ma da qui a immaginare un nuovo singolo…
“Questi concetti l’ho riassunti in questo rap: “lo studio finalmente ti svaga, partendo da Platone e arrivando a Lady Gaga”. Sono entrambi importanti per uno studente oggi, ma anche per un professore ed essere ignoranti in materia di Lady Gaga, non è che poi sia meno grave che essere ignoranti su Platone. Meglio saperne di entrambi, mai sputare sulla cultura, anche se bassa. Quanto di Platone c’è in Lady Gaga?” Leggi il resto dell’articolo

Dialogo con una militante del PD*


-Detto tra noi, Maroni è il meno peggio, dei leghisti.
-Scusa, ma un ministro dell’Interno che fa parte di un partito eversivo, eversivo poiché nello statuto ha la secessione, che va ad un raduno di partito a parlare di fronte ad una folla che inovca la secessione, non dovrebbe essere dimissionato immediatamente, e processato?
-Sì, certo, la penso come te, ma se guardi queste cose come fai, non ne esci più, guarda allora a com’è messo il PD con la camorra a Napoli, come fai? Lasci perdere, poi alla fine, se guardi bene, i leghisti sono folkoristici. Leggi il resto dell’articolo

“La separazione è l’alfa e l’omega dello spettacolo”

25. La separazione è l’alfa e l’omega dello spettacolo.
L’istituzionalizzazione della divisione sociale del lavoro, la formazione delle classi avevano elevato una prima contemplazione sacra, l’ordine mitico di cui ogni potere si ammanta fin dalle proprie origini. Il sacro ha giustificato l’ordinamento cosmico e ontologico che corrispondeva agli interessi dei padroni, ha spiegato e abbellito ciò che la società non poteva fare. Ogni potere separato è dunque spettacolare, ma l’adesione di tutti a una simile immagine immobile non significava altro che il comune riconoscimento di un prolungamento immaginario alla povertà dell’attività sociale reale, ancora largamente avvertita come una condizione unitaria. Leggi il resto dell’articolo

Novità dal mondo Casaleggio Associati: La mosca Tze Tze

TzeTze pubblica in tempo reale le notizie scelte dagli utenti.
È un palinsesto dinamico originato dagli utenti, aggiornato ogni mezz’ora, che seleziona da siti rigorosamente solo on line, che non hanno quindi una derivazione cartacea o televisiva, le informazioni in base alla loro popolarità e attualità.

Il loro “palinsesto” lo trovate QUI
Attendo con ansia la sigla non siamo un aggregatore / non siamo nanopublishing ecc. Leggi il resto dell’articolo

l’esperimento più avanzato di censura del nuovo millennio

Il dramma è dover fronteggiare una mentalità oscurantista che usa gli strumenti della democrazia per schiacciare la democrazia stessa. Con la legge porcellum hanno tolto a noi cittadini il diritto di scegliere i nostri rappresentanti in Parlamento, con la legge bavaglio sono anni che tentano di togliere, con il pretesto della tutela della privacy, il diritto dei cittadini di sapere. Oggi cercano di “aggredire” la libertà di espressione in rete, e così “col pretesto del diritto d’autore e della sua protezione vengono rese vigenti norme liberticide sulla base di pratiche e metodi antigiuridici”.

Se ne parla QUI, (sul sito VALIGIA BLU), sul blog di LUCA NICOTRA

e su IL NICHILISTA. Leggi il resto dell’articolo

cambia il vento ma noi no

Tre considerazioni:

1) non è che questa pubblicità sia brutta sporca cattiva perché offende il corpo delle donne trattandole come un oggetto. Tutta la pubblicità trasforma in oggetto, reifica. È l’essenza del suo linguaggio. Vendi cose, forme. Trovo discutibile, per usare un eufemismo, che si riduca la rivendicazione della dignità della persona a “l’utero è mio e me lo reclamizzo io“. Leggi il resto dell’articolo

La benignità del male

Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono. Questa sconfinata regione, la regione del rusco, del boulot, del job, insomma del lavoro quotidiano, è meno nota dell’Antartide, e per un triste e misterioso fenomeno avviene che ne parlano di più, e con più clamore, proprio coloro che meno l’hanno percorsa. Per esaltare il lavoro, nelle cerimonie ufficiali viene mobilitata una retorica insidiosa, cinicamente fondata sulla considerazione che un elogio o una medaglia costano molto meno di un aumento di paga e rendono di più; però esiste anche una retorica di segno opposto, non cinica ma profondamente stupida, che tende a denigrarlo, a dipingerlo vile, come se del lavoro, proprio od altrui, si potesse fare a meno, non solo in Utopia ma oggi e qui: come se chi sa lavorare fosse per definizione un servo, e come se, per converso, chi lavorare non sa, o sa male, o non vuole, fosse per ciò stesso un uomo libero. È malinconicamente vero che molti lavori non sono amabili, ma è nocivo scendere in campo carichi di odio preconcetto: chi lo fa, si condanna per la vita a odiare non solo il lavoro, ma se stesso e il mondo.

Primo Levi, La chiave a stella Leggi il resto dell’articolo

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