Nel mio mestiere o arte scontrosa

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Archivi delle etichette: Dylan Thomas

Dylan Thomas, “Giaci immobile, dormi in bonaccia”

Giaci immobile, dormi in bonaccia, tu che soffri la piaga
Nella gola, che bruci e ti contorci. L’intera notte a galla
Sopra il mare silente abbiamo ascoltato il suono
Che veniva dalla piaga avvolta nel sudario salato. Leggi il resto dell’articolo

Dylan Thomas, “Saremo coscienti d’essere santi”

Saremo coscienti d’essere santi
Santità che matura come noi sviluppiamo
Le nostre verghe e centri sostanziali
Le nostre frasche e il sacro fogliame
Sul limitare oltre la tua portata;
Commenteremo lei sulla grandezza
Delle nostre radici,
Bellissime radici
Perché si trovano sotto il suolo
Del nostro fascino. Leggi il resto dell’articolo

Dylan Thomas, “Questo lato del vero”

Questo lato del vero
(a Llewelyn)

Questo lato del vero
puoi non scorgerlo, o mio figlio,
re degli azzurri occhi tuoi
nelle verdi lande accecanti,
che tutto è disciolto,
sotto i cieli incuranti
d’innocenza e colpa
prima che ti muova a compiere
un gesto del cuore o della mente,
è raccolto e scisso
nel turbine oscuro
come polvere d’ossa. Leggi il resto dell’articolo

Dylan Thomas, “Il colloquio di preghiere prossime a dirsi”

Il colloquio di preghiere prossime a dirsi
Dal bimbo che si corica e dall’uomo sulle scale
Che sale dall’amata morente nell’alta camera,
Uno incurante di chi nel suo sonno accosterà
E l’altro colmo di lacrime per lei che sarà morta, Leggi il resto dell’articolo

Dylan Thomas, “Ventiquattro anni”

Ventiquattro anni rammentano le lacrime degli occhi miei.
(Seppellisci i morti per paura che vadano alla tomba con sudore.)
Nell’ogiva dell’uscio naturale ero accucciato come un sarto
Cucendo un sudario per un viaggio
Sotto la luce del sole carnivoro.
Vestito per morire, la sensuale andatura iniziò,
Con le mie rosse vene colme di denari,
Nella rotta finale della città elementare
Io procedo per quanto è lungo il sempre. Leggi il resto dell’articolo

Dylan Thomas, “Questo pane che spezzo”

Questo pane che spezzo un tempo fu l’avena,
Questo vino su albero straniero
Affondò nel suo frutto;
L’uomo nel giorno o il vento di sera
Gettò a terra le messi, del frutto infranse la gioia. Leggi il resto dell’articolo

Dylan Thomas, “E morte mai più avrà dominio”

E morte mai più avrà dominio.
I morti nudi, loro saranno tutt’uno
Con l’uomo nel vento e la luna a ponente;
Quando le ossa, una volta spolpate, rese pulite svaniranno,
Loro avranno stelle a gomiti e piedi;
Benché impazziscano saranno sani;
Benché affondino in mare, si alzeranno di nuovo
Benché gli amanti si perdano, l’amore resterà;
E morte mai più avrà dominio. Leggi il resto dell’articolo

Dylan Thomas, “Splendessero lanterne”

Splendessero lanterne, il sacro volto,
Preso in battistero d’insolita luce,
Sfiorirebbe, e ogni giovane amoroso
Dopo lungo esitare cadrebbe dalla grazia.
Le fattezze, nel loro buio privato
Hanno foggia di carne, ma lasciate che entri il falso giorno
E dalle labbra le cadranno pigmenti appassiti,
Le vesti della mummia esporranno un seno antico. Leggi il resto dell’articolo

Dylan Thomas, “Non andare docile in quella buona notte”

Non andare docile in quella buona notte,
I vecchi brucino infervorati quando è prossima l’alba;
Infuriati, infuriati contro il morente bagliore. Leggi il resto dell’articolo

Dylan Thomas, “Amore in manicomio”

Straniera è giunta
A spartire la mia stanza nella casa insana di mente
Una ragazza folle come uccelli

Che spranga la notte della porta col braccio e la piuma
Stretta nel dedalo in cui giace
Inganna la casa a prova d’empireo con irruzioni di nubi Leggi il resto dell’articolo

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