Nel mio mestiere o arte scontrosa

Questo è un blog nonviolento: se non siete d'accordo con il suo contenuto per favore menatevi da soli

Archivi delle etichette: Jacopo Nacci

La società del governo tecnicaaargh!


QUESTO POST LO SCRIVO TUTTO STAMPATELLO PERCHE’ TANTO ORMAI IL BERUSCONISMO E’ FINITO QUINDI SE SCRIVO COSI’ E MALE NON E’ PIU’ BERLUSCONISMO E’ UN’ALTRA COSA E VOI NON SAPETE COME SI CHIAMA GNE GNE GNE SCOMMETTO KE A VOI INTELLIGENTONI DA’ PURE FASTIDIO VEDERE TUTTI QUESTI APOSTROFI AL POSTO DEGLI ACCIENTI. POI NON POTETE NEANCHE DIRE CHE TROLLO PERCHE’ E’ IL MIO BLOG CIOE’ E’ DI WORDPRESS PERO’ LO USO IO FINCHE’ WORDPRESS NON DICE DI NO QUINDI STACCE CHE C’HO PURE I COMMENTI IN MODERAZIONE. Leggi il resto dell’articolo

Cose precarie (ma pure un po’ in saldo)

E’ uscito oggi un mio racconto su Scrittori Precari, Cari cittadini di Tebe:

Avete forse fatto domande, quando è morto Laio? Avete forse interrogato quel viandante col mio viso e le mie movenze, giunto da poco in città, appena dopo la morte di Laio? O non avete piuttosto serrato le bocche e distolto lo sguardo? Avete forse interrogato a fondo il servo, il testimone che vi ha parlato dei ladroni? O non avete piuttosto voluto credere in cuor vostro che il vento avesse portato via per sempre quei ladroni? O non avete distolto lo sguardo ogni qual volta le gambe del servo hanno tremato in mia presenza, o all’udire il mio nome o quello di Laio? Leggi il resto dell’articolo

Il popolo è egoista, il popolo pensa al pane

In queste settimane, a causa di Scrittori Precari e Jacopo Nacci, stavo riflettendo sulla Rivoluzione Francese (e pure un po’ sugli Offlaga Disco Pax). Leggi il resto dell’articolo

Comunicazione di servizio (Scrittori Precari, Benigni è il male, eccetera eccetera)

Carissimo,
sì, mi rivolgo a te, altro mio lettore a parte me, ché se avessi voluto scrivere a me stesso mica avrei fatto un post. Mi rivolgo a te per dire che dalla prossima settimana, di lunedì, su Scrittori Precari io e Jacopo Nacci, mio intellettuale di riferimento, inizieremo a discettare della vita, della morte e di ciò che sta nel mezzo, uniti dalla comune convinzione che Benigni sia il male. Leggi il resto dell’articolo

New Italian Engagé (o “Del fattore kayfabe nella società contemporanea”)

I
Tendenzialmente io da piccolo stavo sul cazzo ai miei coetanei.
Crescendo la situazione in parte è migliorata: io ignoro loro, loro ignorano me, con pochissime eccezioni; nel peggiore dei casi, quando magari la cosa mi secca, me la cavo dicendo “non importa sai, c’avevo judo”.
Tendenzialmente io da piccolo stavo sul cazzo ai miei coetanei perché, per esempio, se si parlava di Babbo Natale, io dicevo “no, dai, non può esistere, scusa, io c’ho la stufa in casa, dove passa, si restringe? Poi, dai, tu scrivi la lettera a Babbo Natale, lui a Gesù Bambino, e i regali vi arrivano lo stesso?”. Se, per esempio, si parlava di Wrestling, invece, dicevo “no, dai, è finto, si vede benissimo. Cioè il ring rimbalza quando cadono, attutisce i colpi. Poi se ci fai caso ogni tanto si parlano, mormorano. E che, se ti meni con uno, gli mormori le frasi? si danno le istruzioni”.
A questi miei sagaci e fulminei squarci nel velo di Maya delle puerili credenze, di solito il gruppo reagiva con una dimanica di gruppo assai studiata dai sociologi che studiano il gruppo: mi menava.
Tendenzialmente io da piccolo ero un bambino molto solo, e molto tumefatto. Leggi il resto dell’articolo

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