Nel mio mestiere o arte scontrosa

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Archivi delle etichette: Pier Paolo Pasolini

Gentili intellettuali

Gentili intellettuali, scrittori, giornalisti e (in caso di situazione lavorativa incerta e mancanza di pubblicazioni) blogger, Leggi il resto dell’articolo

Patmos (Pier Paolo Pasolini)

Sono sotto choc
è giunto fino a Patmos sentore
di ciò che annusano i cappellani
i morti erano tutti dai cinquanta ai settanta
la mia età fra pochi anni, rivelazione di Gesù Cristo
che Dio, per istruire i suoi servi
- sulle cose che devono ben presto accadere -
ha fatto conoscere per mezzo del suo Angelo
al proprio servo Giovanni.
Ci sono là marcite; e molti pioppi. Venendo da là
vestivano di grigio e marrone; la roba pesante,
che fuma nelle osterie con le latrine all’aperto.
Poca creanza, farsi ritrovare così,
da parte di quei galantuomini non ancora del tutto romanizzati,
e sì che tutti i barocci erano spariti da un pezzo!
Ma gli usati corpi, non di monaci,
perché cattolici erano cattolici, ma s’erano sposati, fornicando
la loro parte; insomma, giusto perché dei nipotini oggi piangessero.
Solo un suicidio porterà sulle tracce del responsabile di tal pianto.
Lombardi al Governo! Tra voi e il paese c’è un abisso.
È la vostra banalità che lo scava (le «e» strette
son niente confronto al lessico; che umile dialetto non è;
lo fosse!)
E chi è sotto choc ride con gli occhi di Antonioni
Il quale attesta come parola di Dio e testimonianza di Gesù Cristo
e anche Pasolini ride,
tutto quello che ha veduto,
mentre Moravia è distratto, beato chi legge,
e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia.
Che ne piangano le loro famiglie; io ne parlo da letterato.
Oppongo al cordoglio un certo manierismo.
Di tradizioni recenti son piene le Sette Chiesuole. Leggi il resto dell’articolo

Se Veltroni cita Pasolini, allora posso citare il Rocky Horror Show

Insomma, basta parlare di passi indietro, che cosa sono queste facce preoccupate, che cosa sono queste lettere veltroni?

È solo un salto a sinistra
(e poi un passo a destra)
con le tue mani e il tuo sedere
tieni le tue ginocchia ferme
ma è solo il movimento pelvico che può veramente farti impazzire
lascia che il tempo muti ancora!

Canta: Parlamento Italiano
Testo: M.Draghi – J. C. Trichet
Dirige il maestro: Giorgio Napolitano

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Everybody was kung fu outing

Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.

Ma tanto non servono, perché da quando hanno messo un po’ di nomi in una lista, così, a minchia di chihuahua, dicendo che quelli erano gay omofobi, ora io so di poter fare i nomi senza prove, senza indizi, senza senso.

Ecco dunque le mie liste outing:

Gente che dice d’essere gay poi però al Billionaire ci prova sempre con Giorgia Palmas:

  1. Franco Grillini
  2. Alessandro Cecchi Paone
  3. Elton John
  4. Nichi Vendola
  5. Cristiano Malgioglio
  6. Tiziano Ferro
  7. Ricky Martin
  8. Leo Gullotta
  9. Rupert Everett
  10. Fabio Canino Leggi il resto dell’articolo

Sancta Santorum


Cito da questo articolo una dichiarazione di Santoro:

Questa gente che è seduta qui ad ascoltare, queste migliaia di persone che i partiti non riescono più a raccogliere, hanno diritto a essere rappresentati come opinione pubblica? I pacifisti non avevano diritto a esistere come opinione pubblica organizzata? Perché se questa opinione pubblica non ha diritto di essere rappresentata, questa non è democrazia.

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“1975″ di Franz Krauspenhaar, appunti a margine

Ricordare è elemento costitutivo del romanzo 1975 -Nononostante Pasolini, e purché Buzzanca non lo sappia, al liceale piacciono le donne di Franz Krauspenhaar, romanzo in cui l’autore parla dei suoi 15 anni di liceale milanese, su cui irromperà, alla fine, la morte di Pier Paolo Pasolini. Leggi il resto dell’articolo

“L’io so del mio tempo”. Il dilemma pasoliniano in “Gomorra” di Roberto Saviano

Nel romanzo Gomorra c’è un episodio in cui il protagonista e voce narrante si reca presso la tomba di Pier Paolo Pasolini per recitare quello che definisce «L’io so del mio tempo». In questa espressione si possono notare due tratti: un tratto connesso ad una visione storicizzata del rapporto tra intellettuale e Potere (che in Gomorra è Potere economico e territoriale); un secondo tratto che, da questa visione storicizzata, isola un precedente illustre, ossia Pier Paolo Pasolini, e si pone su questa scia per denunciare, nel lasso di tempo che intercorre tra l’articolo di Pasolini Che cos’è questo golpe? (1) e Gomorra, il processo di trasformazione del cittadino in consumatore, e le devastanti conseguenze a oltre trent’anni di distanza.

Come si vedrà, il secondo tratto si palesa in relazione ad un altro precedente illustre, Luciano Bianciardi, che in La vita agra ha ferocemente puntato il dito contro l’Italia del boom economico. È bene ricordare che il Pasolini dell’«Io so», impossibilitato a denunciare i responsabili di quei golpe che proteggono il Potere, è un intellettuale moralmente avverso al processo in corso, considerato un «nuovo fascismo»; ma come intellettuale, pena l’esautoramento del proprio ruolo o il suo tradimento, è eticamente impossibilitato a interagire con quel Potere che, scindendo la verità politica dalla pratica politica, favorisce il processo di trasformazione. Un intellettuale non può separare la sfera dei valori da quella della prassi, dunque è  impossibilitato,  pur sapendo -e qui sta il dilemma- che ciò garantirebbe l’accesso a quelle prove o indizi. Leggi il resto dell’articolo

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