Nel mio mestiere o arte scontrosa

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Ciao, Elsa, ti penso sempre

 

Da Blitz di «OccupyWelfare» a ministero Lavoro:

Racconta Giulia anche che il ministro avrebbe bocciato la proposta di un «reddito base che non sia condizionato a corsi professionali o altro»: «Ci ha detto che l’Italia è un Paese ricco di contraddizioni, che ha il sole per 9 mesi l’anno e che con un reddito base la gente si adagerebbe, si siederebbe e mangerebbe pasta al pomodoro». Quest’ultima frase, spiega ancora la ricercatrice, «non ci è piaciuta perché fa il paio con gli “sfigati” e la “noia del posto fisso” dette da altri membri del governo: mentre noi vorremmo subito ammortizzatori sociali, prima della flessibilità».

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Precariamente

Cara Silvia, il tuo articolo, ma io sono sicuro della tua assoluta buona fede, è profondamente falso, come minimo è impreciso. Quando si scrive per dare testimonianza, quando si sceglie di farlo e si passa il Rubicone tra pensiero e discorso pubblico, si dovrebbe parlare autenticamente di sé, e fare esempi diretti, trasparenti, o usare metafore in cui si capisce qual è il punto A e quale il punto B del traslato. Tu usi un “io” e un “noi” molto retorici, e dunque molto scorretti, perché il tuo lettore può estenderli tranquillamente a una generazione di lavoratori precari, e non soltanto a te o a persone che conosci direttamente; lo può estendere anche a chi, magari, ha una storia molto, molto diversa dalla tua o dagli esempi cui ti limiti ad alludere, a fronte della precisione delle accuse che lanci. E questo tuo errore io umanamente lo capisco, capisco certa acredine e certa bile, conosco questo tipo di veleno che si sprigiona quando nel quotidiano ci confrontiamo con quell’astratto che miete vittime, e quando l’astratto comincia a uccidere, scriveva Camus, bisogna confrontarsi con esso, e non è mai facile.

Da Silvia, rimembri ancora (chi è il colpevole)?

(Immagine da: sharenator.com)

L’Italia è una Repubblica fondata sugli stage gratuiti


Cara SPA che hai deciso di pubblicare il tuo annuncio anche nella mia città (Perugia), pur essendo un’azienda di Pesaro, tu mi chiedi di avere un’esperienza di 5 anni. Non solo, tu mi chiedi anche tra le righe di essere disoccupato e disponibile a trasferirmi subito a Pesaro pur essendo disoccupato, perché uno che ha un contratto di lavoro è un po’ difficile che sia in grado di lasciarlo subito, a meno che la ditta per cui lavora non salti in aria (del resto nell’annuncio non c’è scritto «astenersi dinamitardi»). Leggi il resto dell’articolo

Più Panettiere per tutti

Sono stati tre giorni interessanti, partendo da questo articolo QUI di Gramellini, cui ho risposto su VALIGIA BLU. Oggi la replica di Gramellini, sempre su VALIGIA BLU.
Dall’Unione Panettieri, cui avevo mandato il Curriculum, invece, nessuna risposta. E io ci puntavo, mannaggia, ché una fila di pane salato la pago 1, 95 €, sotto casa.

Che dire? Prendo di buono il fatto di aver ricevuto risposta. Leggi il resto dell’articolo

20 euro lorde a pezzo

[...] nel suo ultimo editoriale la De Gregorio, con sprezzo della vergogna, scrive “abbiamo attraversato lo stato di crisi aziendale rispettando con coscienza i patti che avevamo firmato, abbiamo combattuto le rendite di posizione, abbiamo messo in sicurezza i precari di antica gestione, non ne abbiamo creati di nuovi, abbiamo sostituito le maternità, abbiamo osservato con rigore la legge”. Questo no, direttora, non lo posso sopportare, grida vendetta. Non avete rispettato la legge, non avete normalizzato i precari, non li avete messi in sicurezza, come si fa con le case terremotate. Li avete costretti ad andare via o a sottostare al ricatto della collaborazione. Mentre lei diventava un santino, mentre andava a tutte le manifestazioni e in tutte le tv a parlare di precari, di giovani e di lavoro. Leggi il resto dell’articolo

“Un giudice”, di Fabrizio De André (dedicata a Renato Brunetta)

Canzone dedicata al “Giudice” Renato Brunetta, di cui sul blog PrecarieMenti si chiedono giustamente le dimissioni.

Cosa vuol dire avere
un metro e mezzo di statura,
ve lo rivelan gli occhi
e le battute della gente,
o la curiosità
di una ragazza irriverente
che si avvicina solo
per un suo dubbio impertinente: Leggi il resto dell’articolo

Comunicazione di servizio (Scrittori Precari, Benigni è il male, eccetera eccetera)

Carissimo,
sì, mi rivolgo a te, altro mio lettore a parte me, ché se avessi voluto scrivere a me stesso mica avrei fatto un post. Mi rivolgo a te per dire che dalla prossima settimana, di lunedì, su Scrittori Precari io e Jacopo Nacci, mio intellettuale di riferimento, inizieremo a discettare della vita, della morte e di ciò che sta nel mezzo, uniti dalla comune convinzione che Benigni sia il male. Leggi il resto dell’articolo

Fede, questo paese è troppo civile per tutti e due…

Rilancio qui il pezzo che ho scritto per Valigia Blu.

 

Gentile direttore,

le scrivo dopo aver visto questo video:

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