Nel mio mestiere o arte scontrosa

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Archivi delle etichette: Roberto Saviano

Coraggio, Chicco, continua a lottare

Continua da oltre 48 ore la disperata lotta tra l’ego e la morte dell’account Twitter di Enrico Mentana. Ne hanno dato il triste annuncio il giornalismo tutto e le stars dell’internets.
La morte dell’account lascerebbe orfani oltre 300mila follower e 8 flame. Se per i follower purtroppo nulla si potrà fare, le associazioni umanitarie si stanno già muovendo per istituire una Fondazione Flame Di Chicco, allo scopo di preservarli. Per rispetto nei confronti di questa tragica situazione disoccupati e imprenditori strozzati dai debiti hanno sospeso i suicidi. Leggi il resto dell’articolo

Lavori svolti da Marco Travaglio nella vita


Per agevolare l’internauta si apre oggi questo spazio che raccoglie tutto tutto tutto l’elenco delle professioni svolte da Marco Travaglio*, ché il giornalismo ci stava troppo stretto a Marco, in quanto che è bravo a fare una cifra di cose.

Le professioni sono date in ordine rizomatico per venire incontro alla sinistra postmoderna e per tirarsela usando parole difficili: Leggi il resto dell’articolo

Petizione #salvaipeluche


C’è una tragedia silenziosa che ogni anno, giorno dopo giorno, si consuma nell’indifferenza generale, protetta dal silenzio complice delle istituzioni. Questa tragedia vede sacrificati i più cari compagni di vita dell’uomo. Compagni a quattro zampe, ma talvolta anche a due o, perché no, a tre, sei od otto. Zampe che donano a noi il proprio amore, incondizionatamente, e che troppo spesse si vedono ripagate con una crudele moneta: l’abbandono. Leggi il resto dell’articolo

Senza di lui non avrei mai fatto “Vieni via con me”

Mi ricordo quando ancora Vieni via con me era solo un’idea nell’aria. Una frase entusiasta detta dopo la puntata speciale di Che tempo che fa in cui avevo parlato delle cose che mi piacciono. Gli ascolti erano andati bene, mi avevano spiegato, anche  se io non ne capivo molto. Era un mondo a me estraneo, dopotutto.
Mi ricordo quando passeggiando con lui a un certo punto mi fermai per dirgli “e se facessimo davvero la trasmissione? Eh? Che ne dici?”. Lui mi guardò con quegli occhi un po’ grandi e un po’ lucidi che aveva, quando tirava forte il vento: capivi che ti capiva, quando ti guardava con quegli occhi. Era bello. Mi corse incontro. Mi misi a correre a mia volta e gli dissi “dai, vieni via! Vieni via con me!”.
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Il senso di @Riotta per la neve

Perché Gianni Riotta si autotagga su twitter @riotta?


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Giro, vedo gente, posto delle cose

Segnalo due miei articoli per Valigia Blu, soprattutto per chi capita nel mio blog cercando “nicole minetti” o “minetti nicole”.
Il primo è la recensione al libro di Federica Sgaggio, Il paese dei buoni e dei cattivi (Minimum fax, 2011). La recensione è QUI.

Il secondo è un mini trattatello sull’espressione “macchina del fango”, da D’Avanzo (sì, quel D’Avanzo) a Bersani (sì, quel Bersani… no, non il cantautore, l’altro). Potete leggerlo QUI.

New Italian Engagé (o “Del fattore kayfabe nella società contemporanea”)

I
Tendenzialmente io da piccolo stavo sul cazzo ai miei coetanei.
Crescendo la situazione in parte è migliorata: io ignoro loro, loro ignorano me, con pochissime eccezioni; nel peggiore dei casi, quando magari la cosa mi secca, me la cavo dicendo “non importa sai, c’avevo judo”.
Tendenzialmente io da piccolo stavo sul cazzo ai miei coetanei perché, per esempio, se si parlava di Babbo Natale, io dicevo “no, dai, non può esistere, scusa, io c’ho la stufa in casa, dove passa, si restringe? Poi, dai, tu scrivi la lettera a Babbo Natale, lui a Gesù Bambino, e i regali vi arrivano lo stesso?”. Se, per esempio, si parlava di Wrestling, invece, dicevo “no, dai, è finto, si vede benissimo. Cioè il ring rimbalza quando cadono, attutisce i colpi. Poi se ci fai caso ogni tanto si parlano, mormorano. E che, se ti meni con uno, gli mormori le frasi? si danno le istruzioni”.
A questi miei sagaci e fulminei squarci nel velo di Maya delle puerili credenze, di solito il gruppo reagiva con una dimanica di gruppo assai studiata dai sociologi che studiano il gruppo: mi menava.
Tendenzialmente io da piccolo ero un bambino molto solo, e molto tumefatto. Leggi il resto dell’articolo

“L’io so del mio tempo”. Il dilemma pasoliniano in “Gomorra” di Roberto Saviano

Nel romanzo Gomorra c’è un episodio in cui il protagonista e voce narrante si reca presso la tomba di Pier Paolo Pasolini per recitare quello che definisce «L’io so del mio tempo». In questa espressione si possono notare due tratti: un tratto connesso ad una visione storicizzata del rapporto tra intellettuale e Potere (che in Gomorra è Potere economico e territoriale); un secondo tratto che, da questa visione storicizzata, isola un precedente illustre, ossia Pier Paolo Pasolini, e si pone su questa scia per denunciare, nel lasso di tempo che intercorre tra l’articolo di Pasolini Che cos’è questo golpe? (1) e Gomorra, il processo di trasformazione del cittadino in consumatore, e le devastanti conseguenze a oltre trent’anni di distanza.

Come si vedrà, il secondo tratto si palesa in relazione ad un altro precedente illustre, Luciano Bianciardi, che in La vita agra ha ferocemente puntato il dito contro l’Italia del boom economico. È bene ricordare che il Pasolini dell’«Io so», impossibilitato a denunciare i responsabili di quei golpe che proteggono il Potere, è un intellettuale moralmente avverso al processo in corso, considerato un «nuovo fascismo»; ma come intellettuale, pena l’esautoramento del proprio ruolo o il suo tradimento, è eticamente impossibilitato a interagire con quel Potere che, scindendo la verità politica dalla pratica politica, favorisce il processo di trasformazione. Un intellettuale non può separare la sfera dei valori da quella della prassi, dunque è  impossibilitato,  pur sapendo -e qui sta il dilemma- che ciò garantirebbe l’accesso a quelle prove o indizi. Leggi il resto dell’articolo

Robbè, Robbè, ma quelli in Egitto…

Robbè, ma quelli in Egitto non sono Black block?
No? ma è perché sono più di 50, o perché non sono italiani? Perché non sono studenti? Leggi il resto dell’articolo

Vieni via con Me: della vita, della morte, e della lista che sta nel mezzo

Penultimo mio articolo di commento su Vieni via con me per la Guida Avant Pop del Piombino (che studia a Urbino ma è nisseno e di certo non missino).

L’articolo lo trovate qui.
Ps
Sì, avete letto bene. Penultimo.

(Mi sento di salutare così l’uomo che ha introdotto la morte nella commedia all’italiana)

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