Nel mio mestiere o arte scontrosa

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Un’ottima analisi della situazione italiana


Indovinate chi l’ha scritto, e quando, e perché:

Il lavoro non viene più eseguito con la coscienza orgogliosa di essere utili, ma con il sentimento umiliante e angosciante di possedere un privilegio concesso da un favore passeggero della sorte, un privilegio dal quale si escludono parecchi esseri umani per il fatto stesso di goderne, in breve un posto. Gli stessi imprenditori hanno perso quella credenza ingenua in un progresso economico illimitato che faceva loro supporre di avere una missione. Il progresso tecnico sembra aver fatto fallimento, poiché ha apportato alle masse, in lugo del benessere, la miseria fisica e morale in cui le vediamo dibattersi […]. Quanto al progresso scientifico, non si vede bene a che cosa possa servire accatastare ulteriormente conoscenze su un ammasso già fin troppo vasto per poter essere abbracciato dal pensiero stesso degli specialisti; e l’esperienza mostra che i nostri antenati si sono ingannati credendo nella diffusione dei lumi, poiché non si può divulgare fra le masse che una miserabile caricatura della cultura scientifica moderna, caricatura che, lungi dal formarne la capacità di giudizio, le abitua alla credulità. L’arte stessa subisce il contraccolpo dello smarrimento generale, che la priva in parte del suo pubblico, e con ciò stesso lede l’ispirazione. Infine la vita familiare è diventata solo ansietà, a partire dal momento in cui la società si è chiusa ai giovani. Proprio quella generazione per la quale l’attesa febbrile dell’avvenire costituisce la vita intera vegeta in tutto il mondo con la conspaevolezza di non avere alcun avvenire, che per essa non c’è alcun posto nel nostro universo. Del resto questo male, al giorno d’oggi, se è più acuto per i giovani, è comune a tutta l’umanità. Viviamo un’epoca priva di avvenire. L’attesa di ciò che verrà non è più speranza, ma angoscia.
C’è tuttavia, a partire dal 1789, una parola magica che contiene in sé ogni avvenire immmaginabile, e non è mai tanto ricca di speranza come nelle situazioni disperate; è la parola rivoluzione. E da qualche tempo la si pronuncia spesso. Dovremmo essere, così pare, in pieno periodo rivoluzionario; ma di fatto tutto va come se il movimento rivoluzionario decadesse con il regime stesso che aspira a distruggere.

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2 risposte a “Un’ottima analisi della situazione italiana

  1. Riccardo dicembre 7, 2010 alle 11:26 pm

    Potrebbe essere Simone Weil, “Sulla Germania totalitaria” (1933 mi pare) o “Riflessioni sulle cause della libertà e dell’oppressione sociale” (1934).

Di' pure la tua, giuro che mi interessa un casino

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