Nel mio mestiere o arte scontrosa

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Poesiucola III


Della leggerezza e del vuoto
Essere lieve come un sogno
denso come latte di stelle.

Congedare la vertigine
con vita sincera, seppure imperfetta.

Laddove ogni fiume diventa mare,
per ogni vita che docile va
in quella buona notte,
c’è una memoria sorta a monito
per altra vita e speranza nuova.

Essere vuoto come lo spazio
che colma gli atomi della mestizia.
Cercare quel colpo che taglia a metà
le spire sinuose di ambasce
figlie di miti stranieri a sé stessi.

L’anima e il suo peso specifico,
l’amore donato per scelta;
scalata la china gravosa
dell’infera mia spirale,
uscire a vedere le stelle.

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