Nel mio mestiere o arte scontrosa

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L’Italia è una Repubblica fondata sugli stage gratuiti



Cara SPA che hai deciso di pubblicare il tuo annuncio anche nella mia città (Perugia), pur essendo un’azienda di Pesaro, tu mi chiedi di avere un’esperienza di 5 anni. Non solo, tu mi chiedi anche tra le righe di essere disoccupato e disponibile a trasferirmi subito a Pesaro pur essendo disoccupato, perché uno che ha un contratto di lavoro è un po’ difficile che sia in grado di lasciarlo subito, a meno che la ditta per cui lavora non salti in aria (del resto nell’annuncio non c’è scritto «astenersi dinamitardi»).
E tutto questo per cosa? Per lavorare gratis. Ma siccome lavorare gratis suona male, allora giustamente mi scrivi «Stage formativo non retribuito finalizzato all’individuazione delle competenze ricercate a cui farà seguito un inquadramento definito e concordato in funzione delle reali competenze e capacità lavorative», che pare un film della Wertmüller, e non un’offerta lavorativa.

Scusissima, cara SPA di Pesaro, ma dopo i cinque anni di esperienza che mi richiedi, devi pure verificare se so fare il lavoro per cui palesemente non mi assumerai, visto che nemmeno accenni a quanto in teoria dovrebbe durare lo stage formativo? Oppure è proprio un problema di sfiducia nell’umanità, visto che specifichi in stampatello, alla fine, «CANDIDARSI SOLO SE IN POSSESSO DEI REQUISITI RICHIESTI»?
Cioè, tu mi stai veramente chiedendo, sotto sotto e stampatello stampatello, di sapere prima se ho quei requisiti che tu dovrai verificare facendomi lavorare gratis?

Ps
Tu che stai pensando «ma ti stupisci?»: meriti tutto quello per cui ti lamenti in continuazione. Il punto non è non stupirsi e sentirsi intelligente. Il punto è non iniziare a pensare che ciò sia normale.

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7 risposte a “L’Italia è una Repubblica fondata sugli stage gratuiti

  1. lordbad novembre 9, 2011 alle 5:46 pm

    Bisogna ripartire da una nuova etica del lavoro. No agli stage, da ora e per sempre praticamente. Una lotta contro il concetto di stage in ogni campo e settore.

    Complimenti per il blog!

    Un saluto da Vongole & Merluzzi ;)

  2. mododidire novembre 9, 2011 alle 6:29 pm

    Non dirò ‘ma ti stupisci’ anche se sento quotidianamente di peggio. E mi chiedo ogni volta dove accumulare questi (di sicuro non retribuiti) cinque anni di esperienza se ogni annuncio chiede che io abbia esperienza. Avrei dovuto pensarci nell’utero materno, forse? E’ un momento in cui quello che facciamo è sempre troppo poco, quello che pensiamo vale anche di meno.
    Urge un sistema alternativo a questa corsa stressante e non produttiva per nessuno.
    C’è qualcosa di peggio al “ti stupisci”. Ed è “hai scelto tu la strada sbagliata delle belle lettere, è un tuo problema”…
    bel blog, comunque ;)

    • matteoplatone novembre 9, 2011 alle 9:38 pm

      Ti ringrazio per i complimenti :D
      Quanto alla prima del tuo commento, ti dirò. Uomini più illustri di me e di te hanno dovuto subire quel tipo di commenti, e quelli che facevano commenti del genere sono stati divorati dall’oblio del tempo. Insomma, stare seduti dalla parte del torto è un grande soddisfazione, soprattutto in un periodo di crisi.

  3. matteoplatone novembre 10, 2011 alle 10:41 am

    grazie per la segnalazione.

  4. Dario novembre 10, 2011 alle 10:42 am

    Ciao,
    il problema al contrario è che purtroppo troveranno chi accetterà la proposta….se solo si iniziasse a dire sempre di no, tutti insieme…

  5. ilbacinodidecantazione novembre 11, 2011 alle 2:08 pm

    Ciao,
    purtroppo è vero, l’Italia è una Repubblica fondata sul volontariato, più o meno mascherato da stage, periodo formativo e simili, accanto al sempre più dilagante volontariato vero e proprio, che va a snaturarsi e a supplire alle gravi mancanze delle istituzioni (penso, ad esempio, ai beni culturali). La cosa più squallida sono i giri di parole impiegati per camuffare ipocritamente il vero fine delle aziende in questione, ossia procacciarsi disperati che, pur di poter mettere quella agognata esperienza in più sul CV, sono disposti a far tutto o quasi, giocando a sfavore loro e di tutti noi. È ora di cominciare a dire dei sani ed eticissimi NO!

    ma bohème

Di' pure la tua, giuro che mi interessa un casino

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