Nel mio mestiere o arte scontrosa

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Tutto quello che avreste voluto sapere sul giornalismo italiano (ma non avete mai osato chiedere)


La morte di Giorgio Bocca ci ha impartito due lezioni da tenere bene a mente in futuro, festivi inclusi.
Prima lezione: c’è un sacco di gente che per raccontare tutte le tue malefatte e difendere Giustizia e Verità aspetta sempre l’ultimo minuto, o addirittura se ne ricorda dopo che sei morto.
Seconda lezione: quando muore un giornalista importante, è bene assicurarsi di stare dalla parte della ragione, lutto e cordoglio possono aspettare, anche perché il Tribunale della Ragione lavora 24 ore su 24, festivi inclusi.
Perciò è forse utile divulgare le informazioni contenute in un segretissimo dossier in nostro possesso, la cui fonte indicheremo con le sole iniziali per proteggerne l’identità –E.M.-. Premettendo l’augurio che queste informazioni risultino utili il più tardi possibile, di seguito elenchiamo alcune oscure e ignobili macchie sulla carriera di molti giornalisti italiani attualmente in vita, per facilitare il compito a chi vorrà sentirsi migliore gettando manciate di fango e ignomia a buon mercato dopo il loro trapasso.

Eugenio Scalfari in realtà si chiama Vincenzino Scannamoccia, ma non usa il suo vero nome perché gli fa schifo. Massimo Giannini lo sa, e lo ricatta.

Marco Travaglio quando un mendicante gli chiede l’elemosina domanda l’alibi.

Luca Telese telefona a casa Pansa di notte fingendo di essere il fantasma di Pertini.

Giampaolo Pansa ha chiamato Telese il cane, e poi l’ha abbandonato in autostrada.

Filippo Facci ha suonato l’ukulele nei Modena City Ramblers.

Ferruccio De Bortoli tiene il mignolo alzato quando beve tè.

Luca Sofri nel 2004 una volta ha avuto torto, ma tutti i presenti alla conversazione sono morti in circostanze misteriose.

Beppe Severgnini al massimo è stato a Lugano.

Bianca Berlinguer usa il Capitale di Marx per tenere su la gamba più corta della scrivania.

Concita De Gregorio è mora.

Gianni Riotta ci vede benissimo, ma porta gli occhiali per sembrare più intelligente. Mentre dorme.

Maurizio Belpietro non indossa i calzini con le scarpe da ginnastica.

Pigi Battista gioca a freccette usando come bersaglio foto di Enzo Biagi.

Adriano Sofri ha rigato la macchina a Ezio Mauro nel 2007, e ha dato la colpa a Ostellino.

Michele Santoro prima di andare in onda si dà la carica rifacendo De Niro allo specchio in Taxi Driver.

Giuliano Ferrara aiuta le vecchiette ad attraversare la strada. In tangenziale.

Quando Crozza fa il monologo di apertura a Ballarò, Giovanni Floris fa i gestacci in studio.

Sandro Ruotolo manda sms di insulti a Formigli durante le puntate di Servizio Pubblico.

Corrado Formigli nel 2009 ha regalato il proprio cellulare a Giulia Innocenzi, ma non ha mai avvertito Sandro Ruotolo.

Massimo Gramellini ogni settimana manda il CV a la Repubblica.

Alessandro Sallusti in realtà ha i dreadlocks, ma li nasconde sotto una finta calotta per sembrare più cattivo.

Edmondo Berselli è ancora vivo, ma c’aveva problemi col fisco e allora ha finto di morire. Massimo Giannini lo sa, e  lo ricatta.

(Foto: da Donna Notizie)

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2 risposte a “Tutto quello che avreste voluto sapere sul giornalismo italiano (ma non avete mai osato chiedere)

  1. Damiani gennaio 26, 2012 alle 7:32 pm

    Questo è il miglior post di sempre! Bisogna avvertire i Macchia Nera Blog Awards!

Di' pure la tua, giuro che mi interessa un casino

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