Nel mio mestiere o arte scontrosa

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“Il Partito è solo l’espressione fisica della Macchina”


Quand’è cominciata? Quand’è che la Macchina è partita, che ha cominciato a inglobare tutto? Quand’è che tutti hanno cominciato ad acconsentire? E non è il Partito, la Macchina: il Partito è solo l’espressione fisica della Macchina. Io non lo so: so solo che – così, all’improvviso, quando ho cominciato a farci caso, a pensare – i libri erano tutti uguali, la musica era tutta uguale, i politici erano tutti uguali, la musica era tutta uguale, i politici erano tutti uguali, i discorsi erano tutti uguali. Mentre la Macchina faceva di tutto per convincerci che tutto era diverso, che noi eravamo tutti unici, e distinti. E c’han creduto, alla Macchina, al sogno della villetta bifamiliare, c’han creduto tutti, han creduto di distinguersi, comprando un libro al posto di un altro, mettendosi un paio di braghe di colore diverso. Io so solo che – così all’improvviso – non c’erano più altri partiti, da votare; che il Partito è diventato sempre più grande e ha preso la forma della Macchina e ha cominciato a inglobare tutto. Ma era già successo. Era già successo, prima.

Enrico Piscitelli, Nessun Paradiso (Round Robin Editrice, 2011)

(Foto: Matrix Wikia)

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