Nel mio mestiere o arte scontrosa

Questo è un blog nonviolento: se non siete d'accordo con i contenuti per favore menatevi da soli

Gentilissimi schiavi tutti


Gentilissimi schiavi tutti,
Sono il potere. Oh, scusate, volevo dire: sono il Potere, quello con la “p” maiuscola, per intendersi (mi confondo spesso perché pecco di umiltà).
Allo scopo di rendere meno traumatica la vostra situazione, che peraltro, a mio avviso, vi siete meritati, ho deciso di sostituire alcune espressioni il cui uso, se prolungato, potrebbe nuocere alla vostra produttività. Sì, lo so che alcuni di voi sono disoccupati, ma tranquilli: anche voi state producendo qualcosa che mi serve, non vi crucciate, state andando bene così (se proprio volete farmi un favore, provate a smettere di consumarvi così velocemente, grazie!).
Dunque, dicevo… ecco alcune espressioni fastidiose che andrebbero proprio buttate via, come qualcosa che non serve più e che ingombra. Rottamiamole!

Ad esempio: al posto di “socialismo” iniziamo a usare “riformismo”. “Socialismo”, se proprio volete usarlo, usatelo quando si parla di Craxi. Sì, certo, sto parlando del martire Craxi, di chi altri, sennò? Se però uno vi parla del “socialismo” vecchio stampo, allora mi raccomando, lì bisogna proprio dire “estremista”; anche “nostalgico”, “noioso”, “retrò” vanno bene. Al limite “socialismo” si può usare quando si parla di Pertini… è un ex Presidente, è morto, ci può stare. Iniziate a usare “riformismo” e “riformisti” come  faccio io, e noterete che il mondo ne è pieno! Siamo tutti compagni, insomma, anche se, ovviamente, la parola “compagno” in senso politico va proprio buttata via. È un po’ troppo estremista, nostalgica, noiosa. “Sinistra” potete continuare a usarla, tranquilli, è una parola che mi piace moltissimo (non dovrei dirvelo, ma in fondo, sotto sotto sono di sinistra pure io!).

Eviterei espressioni come “diritto al lavoro”: sono vietissime*. Usiamo “mercato del lavoro”… il “mercato” è una cosa bella! Sa di gente che si incontra, si saluta, parla. “Diritto” invece… uh, che brutta parola, sa di aula di Giurisprudenza, per carità, che pizza lo studio! Anche “riconoscere i diritti”, mi pare si possa evitare per gli stessi motivi; da oggi in poi, per favore, usiamo “premiare il merito”. Sentite come suona alto, solenne, ma allo stesso tempo alla portata di voi schiavi? A chi non piacciono i premi, in fondo? Se potete, insomma, smettete di usare la parola, “diritto”, a meno che non siate studenti di Giurisprudenza. Provate a usare la parola “opportunità”. Ci avete fatto caso? “Opportunità” ha questo fantastico senso di avventura che manca completamente a “diritto”! Ecco, smettete di usare dunque questa grigia parola, venitemi per favore incontro, intanto che cerco un bellissimo sostituto che sia definitivo, e che valga, magari, anche per gli studenti di Giurisprudenza. Lasciamo “diritto” solo a… che so, ai giocatori di tennis.

Smetterei di usare “precariato”, fossi in voi (cosa, sia chiaro, impossibile). “Precario” viene da “preghiera”: voi forse pregate al lavoro? Ne dubito. Non credo che un operaio della Fiat abbia tempo per pregare. Mi sono impegnato perché non perdesse tempo a bere acqua o fare pipì, dove può trovare il tempo per pregare? Ecco, usate dunque “flessibilità” al posto di “precariato”. Molto meglio, no? Naturalmente dovete dire “lavoro flessibile” e non “lavoro precario”, sennò sarà tutta fatica sprecata. Visto che “flessibile” ha questo suono seducente e sinuoso, penso si possa usare anche al posto di “licenziamento”. Brrr… “licenziamento” è proprio una parola brutta e cattiva, mette ansia pure a me! Via, sciò: usiamo “flessibilità in uscita”. Non fa venire in mente anche a voi schiere di gioiosi lavoratori che escono danzando dagli uffici o dalle fabbriche? Per evitare confusione, quando si parla di lavoro togliamo anche “assumere”. Mica il lavoro è una droga, non dà dipendenza, casomai rende liberi! Usiamo dunque “flessibilità in entrata”. E via l’espressione “tempo indeterminato”, sembra un concetto di fisica quantistica. Usiamo lavoro “rigido”. “Rigido” come quei barbosi sindacati che mi fanno sempre penare per mettere quella firma che poi, tanto, alla fine mettono sempre.

Tutto chiaro? Bene, allora da oggi posso finalmente iniziare a spiegarvi la riforma del mercato del lavoro.

Vostro affezionatissimo,
Il Potere

*Ignori il significato di “vietissime”? Troppo difficile come parola? Lo vedi, allora, quanto è giusto che tu sia schiavo?

(Foto: Il Sole 24 Ore)

Annunci

Di' pure la tua, giuro che mi interessa un casino

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: