Nel mio mestiere o arte scontrosa

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2012 (un post in ritardo)


Mai stato uno che fa buoni propositi o bilanci di fine anno: di solito i bilanci li faccio perché mi viene di farlo, e i propositi li valuto a posteriori. Mica per altro, ma ho conosciuto molta gente brava coi propositi e le dichiarazioni, e col tempo diventava brava coi propositi e le dichiarazioni, e a continuare coi propositi e le dichiarazioni, e se dicevo «oh, ma questi propositi?» poi si incazzava di brutto come se gli avessi investito il gatto.
E i propositi realizzati mi scoccia dichiararli in pubblico, perché quando leggo o ascolto qualcuno dire «ho fatto questo, quest’altro, e quest’altro ancora» in controluce vedo un bambino che dice «babbo, babbo, hai visto quanto sono bravo?». Allora mi rendo conto che negli anni (diciamo dal 2011 all’indietro) piano piano ho imparato a lavorare per sottrazione e in linea con un ritmo interiore, in particolare quando attorno a me si diceva «eh, non puoi permetterti questo ritmo», come se fosse un crimine guardarsi dentro e cercare di portare fuori questo dentro. Come se uno dentro fosse sbagliato o egoista a prescindere. Poi però ho notato che quando uno ti stressa così di solito vive male, o in funzione esclusiva dei cazzi propri, e questo qualcosa vorrà dire.
E questo lavoro a sottrarre è utile perché sennò magari ti alzi la mattina, ti affacci sul Facebook o sul Twitter e vedi che tutti stanno a cazzeggiare sulla Profezia dei Maya, ché manco c’è mai stata veramente ‘sta Profezia, però siccome ne parlano tutti poi finisce che pensi «eh, ne parlano tutti, dovrò dire qualcosa, sennò sfiguro», e se ti credi fico scrivi tipo «avete rotto con ‘sta Profezia dei Maya, che manco c’è mai stata veramente». Però intanto ne parli, e ogni giorno commenti la notizia e la polemica del giorno, e se muore Rita Levi Montalcini non è morta Rita Levi Montalcini, ma una che ha fatto gli esperimenti sugli animali o una filoisraeliana, e queste cose vanno dette perché sono la verità e dire la verità è un atto rivoluzionario in tempo di menzogna quindi basta ipocrisie solo perché è morta. Poi però non hai idea di come si chiami il tuo nuovo vicino di casa, del perché ieri piangesse, quando l’hai incrociato. Oppure lo sai, ma siccome era dispiaciuto per la morte di Rita Levi Montalcini pensi sia uno stupido bastardo filoisraeliano che non ha a cuore i diritti degli animali, quindi andasse affanculo o sotto un auto. Insomma: verrà la morte e avrà i tuoi status.

Comunque sono sopravvissuto al 2012. Co’ ‘sta crisi… butta via.

(Immagine: Gattivity)

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