Nel mio mestiere o arte scontrosa

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Il più grande peccato dei nostri tempi


torure iraq

Sto cominciando a pensare che sia il più grande peccato dei nostri tempi.

Sapere e fingere di non sapere per non essere disturbati in alcun modo.

Capite cosa sto dicendo?

Io sapevo, Oh, le cose che sapevo.

E non ho fatto niente. Potete immaginare il sapere… il sapere che un uomo sta torturando una bambina nel vostro seminterrato e voi continuate a vivere come se niente fosse? Sapere che sta succedendo proprio sotto i vostri piedi mentre aspettate che l’acqua bolla, mentre mettete a letto i vostri figli, mentre lavorate in giardino e la luce pallida è sempre lì. Il suono sordo delle grida, voi che vi prendete in giro da soli dicendo “Sono i corvi sui fili” pur sapendo che si tratta della sua agonia. Le stanno tagliando le dita a una ad una, cavando gli occhi, i denti… torture inimmaginabili, e questo è qualcosa che voi sapete per certo, altri lo possono supporre, molti negarlo, ma voi lo sapete per certo e non lo dite a nessuno perché potreste perdere qualcosa se lo fate. La vostra vita spensierata, la vostra felicità, il vostro lavoro. Il vostro lavoro. E se perdete il lavoro, perdete anche la pensione. E voi non volete perdere la pensione. Dicevano, ammettevano che c’era bisogno di dire qualche bugia, per la gente, altrimenti i britannici non avrebbero mai mandato i loro ragazzi a fare una guerra in cui non credevano. Dicevano che dovevamo impaurirli, dovevamo ricordargli la Seconda Guerra Mondiale, dovevano capire che la minaccia di Saddam era come il trattato dei nazisti. Noi tutti sapevamo che questa guerra non era vera. Noi tutti sapevamo che il casus belli era una bugia. Cosa potevamo fare? Non avevamo alcun potere. Scuotevamo le teste e scappavamo via, piccoli vigliacchi. Non parlavamo. Avevamo fatto un voto di segretezza. Se non volevamo perdere il lavoro dovevamo tenere le bocche chiuse. Così ho nascosto la testa nella sabbia.

Mi sono detto: “Sono per l’invasione”, Saddam è un mostro, non ci sono dubbi. Cambiare regime è un dovere, le persone balleranno per le strade, anche se solo per un giorno”. Mi sono detto: “Bush, Blair e Berlusconi sono uomini buoni. Vogliono il bene delle persone. Faranno crollare Saddam, aiuteranno il nuovo governo e poi se ne andranno”.

Judith Thompson, Palace of the end (Neo Edizioni)

(Foto: Nena News Agency)

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