Nel mio mestiere o arte scontrosa

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Grazie, Jovanotti, mi hai svoltato la giornata


Foto: Francesco Prandoni

Foto: Francesco Prandoni

Oggi ho letto sul Post questo stralcio di intervista a Jovanotti realizzata da Gramellini. Mi ha molto colpito, in particolare dove Jovanotti dice:

Il mondo è vuoto. Sorvolalo in aereo e te ne accorgerai. È bello dove c’è un sacco di gente, ci sono più opportunità. Un giorno, in una megalopoli, guardavo con orrore la favela cresciuta accanto a un quartiere ricco, ma chi era con me disse: crescere con un quartiere ricco accanto è l’unico modo in cui un ragazzo povero può pensare di cambiare la propria vita. La vera povertà è sempre povertà di visione.

Ci sono rimasto secco, perché io se vado in aereo e guardo di sotto non vedo un cazzo. Così non ho voluto aspettare che il sito della Stampa pubblicasse l’intervista integrale, mi son detto «devo trovare un’edicola aperta e comprare il giornale, leggerla, e poi twittare quanto sia magnifica».

Allora sono uscito e ho in effetti trovato l’edicola aperta, solo che davanti ci stava un poveraccio che chiedeva l’elemosina. Stavo per dargli un euro, poi ho ripensato alle parole di Jovanotti sui poveri, la favela e il quartiere ricco e ho avuto tipo un’epifania sul genere «bisogna essere». Allora sono tornato di corsa a casa, ho aperto il frigo e gli sportelli, preso pasta, uova, pancetta e altri ingredienti e ho preparato una carbonara al volo. Poi sono uscito con la carbonara ancora fumante e una bottiglia di vino; sono tornato all’edicola, mi sono messo davanti al povero e ho iniziato a mangiare e a bere. Così l’ho aiutato a combattere la povertà di visione… Chissà da quanto tempo non vedeva una carbonara e del buon vino!

Poi tornando a casa ho visto un tizio sulla sedia a rotelle che aveva problemi ad attraversare la strada perché le auto correvano veloci e non c’era alcun semaforo all’altezza delle strisce. Allora gli sono andato davanti e, per arricchire la sua visione, mi sono messo a fare stretching e saltellare, gridando «hop! hop! E dopo lo stretching, ci vuole una bella corsetta!».

Purtroppo credo che per la visione del poveraccio e del paraplegico non ci sia più molto da fare, a giudicare dalle facce incazzate con cui mi hanno guardato. Ma li capisco: non hanno mai letto Gurdjieff.

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6 risposte a “Grazie, Jovanotti, mi hai svoltato la giornata

  1. Raffaella Raffo Caroprese settembre 1, 2013 alle 6:04 pm

    tutto questo sono perchè non conosci il matapalo… a ‘nvidioso!

  2. Cristina Tirabasso settembre 2, 2013 alle 7:36 am

    Sarà perchè mi chiedo sempre ” come mai jovanotti gode di considerazione come intellettuale quando dice una marea di minchiate che fa fatica a capirsi anche da solo? come mai in tanti lo ascoltano interessati come se dicesse cose importanti per il mondo? “… poi mi metto quasi a piangere dalla disperazione!!!!!! Il tuo articolo in proposito alla intervista fattagli è STUPENDO!!!
    Meno male che nessuno prende in considerazione i suoi consigli, ma attenzione … mai dire mai!!!

    • matteoplatone settembre 2, 2013 alle 10:11 am

      Del resto è l’uomo che in una canzone ha messo insieme Gandhi e San Patrignano, forse ispirato da quella volta in cui il Mahatma per fare lo sciopero della fame si è fatto legare a un termosifone.

  3. Man from Mars settembre 2, 2013 alle 10:38 am

    Un bravo ragazzo, il Lorenzino, ma c’ha il qualunquismo un tanto al chilo.

  4. sclarandis ottobre 30, 2013 alle 4:43 pm

    Bisogna comprenderlo il Cherubini.
    Ha respirato troppi fumi di sacrestia in giovanitù (giovanitù)
    Per non parlare dei raggi UV emanati dai fari degli studi RAI
    e dal profumo delle giacchette di Pippo il Nazional-popolare.
    Ma ormai il danno è fatto.

    Due versi apotropaici:

    Dall’alto da cui guardo
    tutti mi sembrano formiche
    se di basso sguardo osservo
    formiche disumane vedo
    m’è difficile incontrare
    volto a volto l’altro che mi parla
    non so di quale specie sono
    se angelo tarpato d’ali e vana gloria
    o bestia che s’è accorta d’infinito
    mi sento circondato da voragini
    sporto su dirupi bui e ripidi
    mi sento libidine sprecata
    desiderio di rivalsa inesaudito
    se avessi in mano una galassia
    ne farei poltiglia per suini
    se non avessi già tentato dipartita
    ogni cosa affilata mi sarebbe amica
    ogni fiala venefica compagna
    eppure accendo lo stoppino
    infimo di fronte a immensa tenebra
    la strega nera e gelida mi attende
    ma dovrà credo ancora a lungo
    pazientare in anticamera.

    Un saluto, Marco Sclarandis (dal sito rimedio-evo)

Di' pure la tua, giuro che mi interessa un casino

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