Nel mio mestiere o arte scontrosa

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Pietro Citati ti impara l’omosessualità


Oscar Wilde is very amused

Il “gay pride” secondo Pietro Citati (immagine via)

La recente vittoria in Irlanda dei “Sì” al referendum che introduce nella Costituzione i matrimoni tra persone dello stesso sesso ha posto l’Italia di fronte a quello che, agli occhi dell’Europa, assume ormai i connotati di un ritardo legislativo. Se però siete Diego Fusaro, è più corretto dire che in Irlanda la propaganda omosessualista, alleata del Capitale neoliberista e sorta dalle ceneri della sinistra edonista post-sessantottina, ha segnato una vittoria nella disgregazione della famiglia tradizionale, innalzando in Irlanda il vessillo della teoria gender [prego inserire citazione alla cazzo di Karl Marx].

Mentre ero lì che mi domandavo “come mai un paese cattolico come l’Irlanda è riuscito ad approvare una simile riforma, e in Italia al massimo siamo riusciti ad affossare i Dico, che sembra pure il nome di una catena discount?”, martedì è arrivato un articolo del Corriere, a firma di Pietro Citati, Se gli omosessuali ora si riscoprono banali. Leggo l’attacco dell’articolo e capisco che probabilmente al Corriere hanno trovato l’erede di Giovanni Sartori:

Dobbiamo essere felici per la sempre più rapida emancipazione di una parte degli esseri umani. Non ci sono più né maschi né femmine, né eterosessuali né omosessuali, ma soltanto persone: ciò che importa è la forza intellettuale e sensuale di ciascuno, e il segno che imprime nella realtà e nell’avventura umana.

Se anche voi, leggendo, come me avete assecondato l’impulso a entrare in un bagno pubblico riservato al sesso opposto, al grido di «siamo tutti persone, viva la forza intellettuale e sensuale di ciascuno!», ricevendo una gamma di reazioni che va dallo strillo all’arrivo di persone in divisa, saprete bene quanto suonino stranianti le parole di Citati (sempre che non abbiate pensato “diamine, dovevo farlo in Irlanda!”). Un po’ come se, all’indomani dell’abolizione dell’apartheid in Sudafrica, Citati avesse scritto «non siamo più bianchi o neri: ciò che importa è la forza intellettuale di ciascuno, e il senso del ritmo che alcuni imprimono nella realtà e nell’avventura umana».

Ma è solo il primo gradino di una luuunga scala che conduce verso vette teoriche inarrivabili, lassù dove svanisce la differenza tra lapsus freudiano e sparata anni Trenta con accento tedesco. Perché «siamo tutti persone», però, ci tiene a precisare Citati, gli omosessuali «pretendono di essere come gli altri: ciò che certo non sono; tanta è la singolarità di condizioni che li distingue». E, a scanso di facili moralismi, ci tiene a precisare quanto soffre per questo capriccio dell’uguaglianza dei diritti, altrimenti detta «cancellazione dell’abisso e del fascino» che «circonda» gli omosessuali. Pensavate fosse discriminazione quella roba che li circonda? E invece no, è l’abisso che si portano dentro, proiettato all’esterno.

Non esistono i «normali», perché «ogni uomo, maschio o femmina, etero ed omosessuale, è un cosmo infinitamente complicato che non si identifica con nessun altro». Però il «cosmo» omosessuale, fa capire Citati, ultimamente tira un po’ troppo la corda:

Nel caso degli omosessuali si aggiunge la coscienza della violazione e delle violazioni che essi impongono ai costumi di quella che resta la maggioranza.

Perché, si sa, «I grandi omosessuali hanno un profondo orgoglio del loro ego: talora un disprezzo dei cosiddetti esseri normali [ah, allora un po’ esistono!], e della loro vita comune». Tradotto: Siete grandi artisti omosessuali? Allora del matrimonio non ve ne può fregare di meno, non ce la menate. Siete omosessuali e avevate 4 a Educazione artistica? Manco vale la pena confondersi con voi. E basta poi con l’atteggiamento vittimista e ricattatorio! Cari omosessuali, voi siete una «elité» (sì, anche voi scarsi a Educazione artistica), e la vostra natura elitaria è attestata da un dato IN-CON-TRO-VER-TI-BI-LE:

In quasi ogni omosessuale, c’è qualcosa di demoniaco; ed è la coscienza di quella che molti di loro considerano la propria orgogliosa altezza spirituale.

Chiaro, no? Sarà capitato anche a voi etero di entrare in una sede dell’Arcigay indossando un crocifisso, e di aver sentito il Gesù metallico tremare di paura, come per arrampicarsi sul vostro collo in cerca di protezione etero, no? Davvero non vi ha mai insospettito quella volta che a un concerto di Elton John la security all’entrata vi ha fatto consegnare bottiglie di vetro e crocifisso?

Perciò, in attesa di conoscere le teorie di Citati sulla natura «in gran parte demoniaca» di bisessualitransessuali, non ci resta che recuperare le «grandi poesie di Baudelaire dedicate a Lesbo», nel tentativo disperato di salvare gli omosessuali dalla banalità del (nor)male e dagli avvocati divorzisti.

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4 risposte a “Pietro Citati ti impara l’omosessualità

  1. pierofil maggio 27, 2015 alle 9:19 am

    L’ha ribloggato su un filo rossoe ha commentato:
    Matteo Pascoletti in forma come non mai. :-)

  2. Carlo Mascolo maggio 29, 2015 alle 2:25 pm

    Molti non capiscono che “impara” e’ ironico.
    La prossima volta metti le virgolette, o magari un disegnino ;)

    PS: ottimo pezzo!

Di' pure la tua, giuro che mi interessa un casino

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