Nel mio mestiere o arte scontrosa

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Livida, fendesti la quercia


Assiolo

Livida, fendesti la quercia.

Con temperanza inedita
Che mesce desiderio e frustrazione;
Ne viene un colore freddo, verde
sangue di fegato,
Cola in sfregi esposti, li incendia,
Senza tracce si ritrae;
Scaltrezza notturna d’assiolo, che levatosi
Geme nascosto per il suo segreto
In attesa che il fuoco si plachi.

Distante, albeggia il rimbombo del tuono.

Da molte mattine impassibili,
Nella rugiada, fino alla tempesta,
O in sassate di ghiacchio, cieche e terribili;
Domata è la fiamma, la corteccia
Si rinnova, marchiata ma viva,
Fino alle radici che l’assiolo non vede.

Livida, tornasti alla quercia.

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2 risposte a “Livida, fendesti la quercia

  1. freaskq aprile 4, 2016 alle 2:41 pm

    Di poche parole. Grande Matté!

Di' pure la tua, giuro che mi interessa un casino

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