Nel mio mestiere o arte scontrosa

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Archivi Categorie: sinistra

Nel regno del Kitsch


La disputa fra coloro che sostengono che il mondo è stato creato da Dio e coloro che invece ritengono sia sorto spontaneamente tocca qualcosa che supera il nostro intelletto e la nostra esperienza. Molto più reale è la differenza che separa coloro che mettono in discussione l’essere così com’è stato dato all’uomo (non importa in che modo o da chi) da coloro che vi aderiscono senza riserve. Leggi il resto dell’articolo

Sugli imprenditori di se stessi

Alla domanda perché non posso non dirmi materialista storico – almeno io non posso non dirmi tale – la mia risposta (basata su argomenti personali, la mia storia, e teorici) potrebbe essere questa. Se ci opponiamo alle condizioni concrete della società, se critichiamo lo sviluppo capitalistico e le sue forme e alle condizioni di sfruttamento che il capitalismo pratica per essere tale e poter sussistere e svilupparsi, e se vogliamo sottrarci a questa prospettiva, non si può che partire da una posizione di rivolta e consolidarla poi in una posizione di rivoluzione. Passando, cioè, a una consapevolezza storica di quelli che sono i rapporti di classe. Leggi il resto dell’articolo

Gentili intellettuali

Gentili intellettuali, scrittori, giornalisti e (in caso di situazione lavorativa incerta e mancanza di pubblicazioni) blogger, Leggi il resto dell’articolo

La società del governo tecnicaaargh!


QUESTO POST LO SCRIVO TUTTO STAMPATELLO PERCHE’ TANTO ORMAI IL BERUSCONISMO E’ FINITO QUINDI SE SCRIVO COSI’ E MALE NON E’ PIU’ BERLUSCONISMO E’ UN’ALTRA COSA E VOI NON SAPETE COME SI CHIAMA GNE GNE GNE SCOMMETTO KE A VOI INTELLIGENTONI DA’ PURE FASTIDIO VEDERE TUTTI QUESTI APOSTROFI AL POSTO DEGLI ACCIENTI. POI NON POTETE NEANCHE DIRE CHE TROLLO PERCHE’ E’ IL MIO BLOG CIOE’ E’ DI WORDPRESS PERO’ LO USO IO FINCHE’ WORDPRESS NON DICE DI NO QUINDI STACCE CHE C’HO PURE I COMMENTI IN MODERAZIONE. Leggi il resto dell’articolo

“Dove c’è verità, si può realizzare giustizia e difendere la libertà!”

Sancta Santorum


Cito da questo articolo una dichiarazione di Santoro:

Questa gente che è seduta qui ad ascoltare, queste migliaia di persone che i partiti non riescono più a raccogliere, hanno diritto a essere rappresentati come opinione pubblica? I pacifisti non avevano diritto a esistere come opinione pubblica organizzata? Perché se questa opinione pubblica non ha diritto di essere rappresentata, questa non è democrazia.

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Rivolta e arte

In arte, la rivolta si adempie e si perpetua nella vera creazione, non nella critica o nel commento. A sua volta, la rivoluzione può affermarsi soltanto in una civiltà, non nel terrore o nella tirannia. I due interrogativi che ormai il nostro tempo pone a una società costretta in un vicolo cieco, è possibile la creazione, è possibile la rivoluzione, ne fanno uno solo, che investe la rinascita di una  civiltà.
La rivoluzione e l’arte del ventesimo secolo sono tributarie dello stesso nichilismo e vivono nella stessa contraddizione. Esse negano quanto tuttavia affermano nel loro movimento stesso e cercano ambedue uno sbocco possibile, attraverso il terrore. La rivoluzione contemporanea crede d’inaugurare un nuovo mondo, ed è soltanto la conclusione contraddittoria del vecchio. Leggi il resto dell’articolo

La parola rivoluzione

C’è tuttavia, a partire dal 1789, una parola magica che contiene in sé ogni avvenire immaginabile, e non è mai tanto ricca di speranza come nelle situazioni disperate; è la parola rivoluzione. E da qualche tempo la si pronuncia spesso. Leggi il resto dell’articolo

“Kappler” (Offlaga Disco Pax)


Io dormivo, mia madre andava a lavorare presto.
Arrivava l’una ed ero ancora a letto.
Ricordo che mi alzavo, vestivo, prendevo la borsa con dentro i libri del giorno prima ed uscivo dalla finestra della mia stanza mentre mamma entrava dalla porta.
Mamma si fidava di me. Una volta andò al ricevimento dei professori, perché era una fase politica intensa: assemblee, cose così.
Il docente di agraria era un omone vestito di nero ultracinquantenne e anche ultraconservatore e ti terrorizzava solo a guardarlo. Lo avevamo ribattezzato, visto l’abito e lo stile, “Kappler“. Leggi il resto dell’articolo

“La separazione è l’alfa e l’omega dello spettacolo”

25. La separazione è l’alfa e l’omega dello spettacolo.
L’istituzionalizzazione della divisione sociale del lavoro, la formazione delle classi avevano elevato una prima contemplazione sacra, l’ordine mitico di cui ogni potere si ammanta fin dalle proprie origini. Il sacro ha giustificato l’ordinamento cosmico e ontologico che corrispondeva agli interessi dei padroni, ha spiegato e abbellito ciò che la società non poteva fare. Ogni potere separato è dunque spettacolare, ma l’adesione di tutti a una simile immagine immobile non significava altro che il comune riconoscimento di un prolungamento immaginario alla povertà dell’attività sociale reale, ancora largamente avvertita come una condizione unitaria. Leggi il resto dell’articolo