Nel mio mestiere o arte scontrosa

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Due cani

sottopassaggio Fontivegge Umbria 24

Immagine via Umbria 24

(Racconto pubblicato su UmbriaNoise n° 40 del dicembre 2015)

Non era alba la sua, ma notte trascinata come bava di lumaca. C’erano i postumi a tenergli compagnia, a due ore dal treno che l’avrebbe riportato a casa. Nell’attesa, faceva la spola tra la sala d’aspetto, lo spoglio interno della stazione di provincia, la linea gialla davanti al primo binario e i bagni. Fu là che incontrò il barbone. Acqua calda e rasoio, si radeva senza schiuma, lo zaino appoggiato al muro. Lui, com’ebbe finito di sboccare la pessima idea di colazione, si lavò la faccia nel lavello accanto; quando allungò la mano verso la carta asciugamani invase lo spazio del barbone, che si scostò giocando d’anticipo, e i loro sguardi s’incrociarono. Leggi il resto dell’articolo

Here comes the nepenthes

I giorni della nepenteCome anticipato in questa intervista sul blog di Las Vegas Edizioni, domani esce per Effequ I giorni della nepente, un romanzo che ho iniziato sei anni fa, quando nemmeno sapevo che ne sarebbe uscito un romanzo. In principio era il racconto di uno che scollettava e finiva abbastanza male, e a rileggerlo avevo pensato che andava raccontata anche la storia delle altre persone coinvolte, prima del fattaccio e magari anche dopo.

Le prime stesure le ho passate in lettura a persone che conoscevo e che erano in grado di darmi un parere obiettivo e professionale. Alcune hanno detto di scavare di più, altre che avevo scritto roba pubblicabile, suggerendo editori cui proporlo. Ho dato retta alle prime. Per scrivere mi sono dato un metodo, all’inizio seguito d’istinto, poi via via applicato con rigore: finita una stesura, la editavo a freddo, cercando di leggerla come il testo di un altro. Poi, raccolti pareri da lettori forti, cercavo di guardare il testo con occhi nuovi, magari lasciandolo riposare; allora partivo con un’altra stesura, riscrivendo in pratica daccapo. Ogni volta veniva fuori uno strato nuovo: la stessa storia, ma più profonda, più complessa, più densa. Insomma: a ogni stesura si aggiungeva la storia di gente che finiva abbastanza male. Leggi il resto dell’articolo